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Notizie, informazioni e curiosità sul portale dei frati minori cappuccini dell'Emilia-Romagna.

Biblioteca

Biblioteca (11)

Mercoledì 29 Settembre 2010 06:36

Bartolomeo Barbieri

Scritto da
Bartolomeo_barbieriBartolomeo Barbieri da Castelvetro (1615-1697) fu un filosofo e teologo bonaventuriano cappuccino. Spese la sua esistenza nell’impegno pastorale e nell’insegnamento della teologia. Pienamente coinvolto nella vita della sua fraternità provinciale - svolgendo in essa diversi compiti, come quello di guardiano e definitore - impiegò le sue energie apostoliche nella predicazione popolare, nella guida spirituale delle monache, partecipando anche alle vicende sociali e politiche dei duchi d’Este, dai quail era ricercato come consigliere e padre spirituale. A questi impegni affiancava un lavoro intenso nello studio, ponendosi a servizio degli studenti cappuccini della sua provincia come lettore e di filosofia e teologia. Pur senza grandi innovazioni di pensiero e collocandosi “fedelmente” all’interno del clima controriformista che caratterizzava la Chiesa del suo secolo, Bartolomeo Barbieri diede alle stampe una grossa quantità di grossi tomi, come ad esempio la Glossa alla sacra Scrittura, un corso di filosofia e uno di teologia. Il carattere peculiare che gli ha permesso di non essere completamente assorbito e dimeticato all’interno dell’enorme quantità di opere filosofiche e teologiche del ‘600 è stato il suo amore per il pensiero di San Bonaventura, del quale ha tentato di fare un’alternativa al tomismo imperante nella teologia del suo tempo.



Mercoledì 29 Settembre 2010 06:34

Antonio Rosmini

Scritto da
Antonio_RosminiNato a Rovereto il 24 marzo 1797 e morto a Stresa il 1° luglio 1855, Antonio Rosmini dedicò la sua vita a studi di filosofia, politica, ascetica, pedagogia. Compiuti gli studi giuridici e teologici presso l'Università di Padova, prese l'ordinazione sacerdotale nel 1821. Da subito dimostrò grande interesse e inclinazione per gli studi filosofici, incoraggiato in tal senso da Papa Pio VIII, che gli chiese di condurre gli uomini alla religione tramite la ragione, e più di una volta si schierò contro ingannevoli e fallaci movimenti di pensiero quali il sensismo e l'illuminismo.

 

Fondò l'Istituto della Carità e quello delle Suore della Provvidenza, pensati e voluti come ambienti propizi alla formazione umana, cristiana e religiosa di quanti ne avessero condiviso lo spirito, adattandosi alle contingenze storiche, civili e culturali del suo tempo. Paolo VI, in occasione dell'udienza del 12 gennaio 1972, lo definì "profeta" che in anticipo di un secolo sente e individua problemi dell'umanità e pastorali, sviluppati in futuro nel Concilio Vaticano II.

 

A tal proposito, il 18 novembre, oltre ad essere la data della sua beatificazione, rappresenta anche il giorno in cui il religioso della Val d'Ossola iniziò la stesura della sua opera più nota, "Le cinque piaghe della santa Chiesa", considerata precorritrice dei temi conciliari. Una di queste faceva molto soffrire Antonio Rosmini: la separazione tra fedeli e clero durante le funzioni liturgiche, per l'impossibilità dei primi di seguire le preghiere formulate in latino, avanzando la proposta di seguire le lingue proprie di ogni popolo. Per la novità di alcune sue idee sulla riforma della Chiesa, l'opera fu messa all'indice nel 1849 con tutte le polemiche che ne seguirono. Solamente con Giovanni Paolo II avviene la completa riabilitazione della sua figura.

 

Nella lettera enciclica "Fides et ratio", il predecessore di Benedetto XVI annovera Rosmini "tra i pensatori più recenti nei quali si realizza un fecondo incontro tra sapere filosofico e Parola di Dio", concedendo l'introduzione della causa di beatificazione.

Precedentemente anche Giovanni XXIII, negli anni prossimi alla sua morte, fece il ritiro spirituale sulle rosminiane Massime di perfezione cristiana, ideate per definire il fondamento spirituale sul quale tutti i cristiani potessero garantirsi un cammino sulla perfezione, assumendole come propria regola di condotta.

 

Non indifferente al pensiero di Antonio Rosmini fu Paolo VI, come già detto: in occasione del 150° anniversario di fondazione dell'Istituto della Carità, inviò un messaggio all'allora padre generale, in cui elogiava l'intuizione rosminiana nel dare un grande peso alla missione caritativa già nel nome assegnato all'istituto. Il suo successore, Giovanni Paolo I, si laureò in sacra teologia all'Università Gregoriana di Roma con una tesi su "L'origine dell'anima umana secondo Antonio Rosmini".

 

La congregazione Istituto della Carità venne fondata nel 1828 presso il santuario del Monte Calvario a Domodossola, con approvazione pontificia di Gregorio XVI nel 1839. Formato da sacerdoti e laici con voti semplici e perpetui ma anche da religiosi e vescovi "ascritti", l'organismo nacque con finalità ben precise: l'esercizio della carità universale, unione di quelle forme che Rosmini ordina in "carità spirituale", "carità intellettuale" e carità temporale. Un ordine tuttavia suscettibile di cambiamenti a seconda delle esigenze espresse dal prossimo. Successivamente, nel 1832, vennero fondate le Suore della Provvidenza, il cui carisma non si differenzia dal ramo maschile.



Martedì 28 Settembre 2010 16:33

Periodici

Scritto da
Biblioteca-rivisteUna saletta al secondo piano ospita l'emeroteca della biblioteca per la lettura dei periodici e dei quotidiani. Un luogo accogliente dove è possibile anche fraternizzare in momenti di incontro rivolti ad approfondire tematiche e letture interessanti.
Le riviste sono prevalentemente a carattere religioso, a partire dai periodici francescani.
La Biblioteca conserva in archivio (consultabili su richiesta) molti periodici che hanno cessato la pubblicazione.
Di seguito l'elenco delle riviste che sono, invece, a disposizione nella saletta riservata alla lettura.
 

Elenco riviste

  • Accademie e biblioteche d’italia
  • Acta apostolicae sedis
  • Acta ordinis fratrum minorum
  • Aggiornamenti sociali
  • Analecta ordinis fratrum min. cap.
  • Annali Queriniani
  • Archivio storico per le provincie parmensi
  • Archivum franciscanum historicum
  • Art e dossier
  • Arte cristiana
  • Atti e memorie dep. storia prov. modenesi
  • Aurea parma
  • Benedictina
  • Biblioteche oggi
  • Bollettino d’informazione abei
  • Bollettino storico piacentino
  • Bollettino storico reggiano
  • Charitas
  • Civiltà cattolica
  • Collectanea franciscana e bibliographia
  • Concilium
  • Credere oggi
  • Cristianesimo nella storia
  • Ducato terre estensi
  • Esopo
  • Etudes franciscaines
  • Francesco il volto secolare
  • Franciscana
  • Il mulino
  • Informazioni ibc
  • Italia francescana
  • La traccia
  • Laurentianum
  • Luoghi dell’infinito
  • Messaggero cappuccino
  • Miscellanea francescana
  • Mondo della bibbia
  • Mondo e missione
  • Notiziario Bibliografico
  • Nuova antologia
  • Parma per l’arte
  • Pescatore reggiano
  • Regno
  • Ricerche storiche
  • Rivista di filosofia neoscolastica
  • Rivista di storia della chiesa in italia
  • Rivista rosminiana
  • Rocca
  • Scuola cattolica
  • Si Si No No
  • Storica
  • Strenna del Pio Istituto Artigianelli
  • Studi francescani
  • Studi su padre pio
  • Taccuini d’arte
  • Testimonianze
  • Vita e pensiero
Giovedì 16 Settembre 2010 17:16

Fondi e raccolte

Scritto da Barbara Bartoli

Le biblioteche dei Cappuccini hanno avuto nel tempo una funzione molto importante per lo studio della teologia e delle varie materie religiose, come ad esempio la storia della Chiesa e la mariologia; tra le raccolte di maggior pregio si trovano i libri sul Francescanesimo e i grandi maestri della scuola francescana. Nel tempo diversi frati hanno avuto passioni particolari per cui oggi troviamo anche fondi speciali, come quello su Antonio Rosmini (filosofo e sacerdote, 1797-1855, venerato come beato dal 2007): circa 850 volumi raccolti e aggiornati nel tempo, che oggi formano un consistente patrimonio legato ai suoi scritti, alla sua figura, al suo pensiero e alla sua spiritualità. Il Fondo Rosmini della Biblioteca "Bartolomeo Barbieri" può essere considerato secondo, come importanza, soltanto alla “rosminiana” di Stresa. Un’ampia letteratura riguarda Gioacchino da Fiore. Un altro fondo consistente, con alcuni volumi molto importanti, perché si tratta di prime edizioni dei Promessi sposi, è il fondo manzoniano.

Un fondo riguarda una cara figura relativamente vicina ai giorni nostri: don Primo Mazzolari.

La Biblioteca è, poi, ricca di volumi di storia locale: circa 3.500 volumi ai quali se ne sono aggiunti recentemente altri, come quelli della Società Reggiana di studi storici che, dal 2010, ha sede presso la struttura dei Cappuccini.

Circa 130.000 volumi e sale accoglienti dove leggere, studiare e fare ricerche; un luogo dove visitare mostre e assistere a letture di opere, uno spazio per avvicinare i più giovani alla lettura con laboratori didattici. Tutto questo e tanto altro ancora è la biblioteca dei Frati Cappuccini di Reggio Emilia "Bartolomeo Barbieri", collocata in una parte del complesso che, oltre al convento, comprende il cinema e il museo: un importante polo culturale per la città.

La biblioteca dei Frati Minori Cappuccini dell'Emilia Romagna ha come responsabile Padre Prospero Rivi ,  le attività culturali della biblioteca, sede di Reggio Emilia, sono a cura di Davide Dazzi. 

Dal 2010 la biblioteca ha raddoppiato i propri spazi ed è, insieme a quella di Bologna, la più importante dei Cappuccini dell’Emilia Romagna. I libri sono collocati su tre piani secondo i più moderni criteri che tengono conto della facilità di accesso, del clima più adatto per la conservazione dei libri, dei necessari criteri di sicurezza.

Al primo piano ci sono due sale contigue di consultazione con volumi di filosofia, di storia e di letteratura. Al secondo piano gli ultimi interventi di ristrutturazione hanno creato una saletta conferenze, ben illuminata, con strumenti audio video per un utilizzo multimediale. Nella stessa saletta sono collocati i libri della Società reggiana di studi storici, ai quali si aggiunge il fondo donato dal prof. Luciano Serra, con volumi raccolti nel tempo grazie alla vasta competenza di studioso di materie umanistiche e non solo. L’arrivo del fondo Pollak Metnieks ha portato una buona dotazione di volumi che trattano di astrofisica; si aggiunge, poi, la donazione Magawly. A completare la sala sono collocate numerose riviste rilegate.

Un’altra saletta, arredata opportunamente permette la lettura delle riviste, dei quotidiani ed eventualmente di fraternizzare in momenti di incontro rivolti ad approfondire tematiche e letture interessanti.

La biblioteca Bartolomeo Barbieri dei Cappuccini di Reggio Emilia ha raccolto libri provenienti da vari conventi: quello di Reggio Emilia prima di tutto, poi quello di Parma, dove era collocata la ricca biblioteca intitolata a monsignor Adeodato Turchi; inoltre dal convento di Piacenza e da quello di Modena. Oltre ai testi di filosofia, di letteratura e di storia, la biblioteca è ricca di volumi di storia locale: circa 3500 volumi a cui si aggiungono gli altri, come quelli della Società Reggiana di studi storici.

Le biblioteche dei Cappuccini hanno avuto nel tempo una funzione molto importante per lo studio della teologia, delle varie materie religiose, come ad esempio la storia della Chiesa, mariologia, e naturalmente il francescanesimo. Molti volumi sono specifici di queste materie. Nel tempo diversi frati hanno avuto passioni particolari per cui oggi troviamo anche fondi speciali. Uno riguarda Antonio Rosmini: circa 850 volumi raccolti e aggiornati nel tempo, che oggi formano un consistente patrimonio legato ai suoi scritti, alla sua figura, al suo pensiero e alla sua spiritualità. Un’ampia letteratura riguarda Gioacchino da Fiore. Un altro fondo consistente, con alcuni volumi molto importanti, perché si tratta di prime edizioni dei Promessi sposi, è il fondo manzoniano.

Un fondo riguarda una cara figura relativamente vicina ai giorni nostri: don Primo Mazzolari.

Questi sono solo alcuni esempi; ovviamente ci sono tanti altri libri per cui la biblioteca merita di essere visitata, frequentata e utilizzata.

E’ in corso un grosso impegno per inventariare tutti i volumi, in modo che siano inseriti efficacemente nei sistemi di catalogazione on line sia delle biblioteche ecclesiastiche, che di quelle della regione.

Per aprirsi sempre più alla città, la Biblioteca organizza anche iniziative ed eventi che offrono l’occasione di conoscere uno degli spazi culturali più importanti di Reggio: giornate interamente aperte al pubblico, letture, piccoli concerti ed altro ancora. Si stanno, inoltre, consolidando rapporti culturali interessanti con l’Università di Modena e Reggio Emilia e con altre realtà del mondo storico e culturale.

biblioteca_BNI Cappuccini arrivano a Reggio Emilia il 26 dicembre 1571 e il 6 gennaio 1574 posano la prima pietra del convento vicino a porta Santa Croce, nell’attuale via Ferrari Bonini. I frati si dotano di un patrimonio librario che serve a tutta la comunità, aiutati in questo anche dalla regola dell’ordine che prevede, proprio in base al voto di povertà, di non possedere cose proprie; infatti, storicamente, i libri tenuti in uso dai frati vengono lasciati comunque al convento. Il patrimonio librario è naturalmente in prevalenza “ecclesiastico”, perché risponde alle esigenze di una comunità religiosa impegnata nella predicazione. Il catalogo più antico è quello del 1792, steso con tutte le regole della biblioteconomia del tempo, che si limita a fornire il nome dell’autore, il titolo abbreviato e il numero dei volumi. Complessivamente all’epoca i volumi sono 4.637 volumi, così suddivisi: Ascetici (513), Theologi - Morales (350), Philosophi (273), Canonico - Legales (364), Concionatorii Et Catechistae (304), Sancti Patres (304), Biblici Et Exegetici (437), Theologi - Scolastici Et Historici (772), Grammatici Et Philologi (390), Rituales Et Vitae Diversae (192), Prhoibiti (263).

 

Nella sua forma attuale la Biblioteca "Bartolomeo Barbieri" di Reggio Emilia nasce dall’insieme di vari fondi che nel susseguirsi del tempo accrescono il patrimonio librario. Il primo nucleo della Biblioteca è costituito con il fondo del convento di Reggio Emilia che riguarda i secoli XVI - XVIII. Ma è solo dalla fine della prima guerra mondiale che la Biblioteca si sviluppa, prima con P. Leonardo da Pontremoli, che acquista ben 400 volumi e ne fa rilegare altrettanti, poi con padre Domenico Manfredini da Montecuccolo, che dà un nuovo impulso alla Biblioteca, l’amplia e acquista opere di valore.

Questo periodo vede la donazione di importanti fondi librari (anche da parte di privati cittadini) come, ad esempio, quelli dell’agronomo reggiano Giuseppe Cagnoli nel 1913, del prof. Carlo Casali nel 1933, del prof. Ferrari, del can. Borghi e di don Corsi. Si ha, così, nella metà degli anni Trenta una Biblioteca che pone i cappuccini al centro del movimento culturale cittadino.

 

Nel 1936 viene affidato a padre Michelangelo Bazzali, diplomato in Biblioteconomia ed archivistica presso la Biblioteca Vaticana, l’incarico per il riordino e la schedatura del materiale bibliografico, ma il compito viene interrotto per la partenza del religioso come missionario in Etiopia nel 1939; P. Bazzali lascerà alla biblioteca la "sua" cospicua collezioni di libri. L’abbandono del programma prima e la seconda Guerra mondiale poi, col bombardamento della biblioteca l’8 gennaio 1944, riportano la Biblioteca stessa ad uno stato pietoso. Praticamente è necessario ricominciare tutto daccapo. E si ricomincia un decennio più tardi, con la nomina di padre Michelangelo Bazzali a direttore e padre Osvaldo Ferretti a vicedirettore della biblioteca.

Intanto vi era giunta nell’estate del 1952 l’intera raccolta libraria, ben ventimila volumi, di padre Placido Piombini, originario di Pavullo, pubblicista, oratore, appassionato studioso di storia francescana, ammiratore della scuola platonico agostiniana e del Rosmini, polemista impetuoso.

 

Gli anni che vanno dal 1955 al 1957 segnano la ripresa e il riordino della biblioteca, con una provvisoria suddivisione e collocazione delle opere, l’acquisto di opere importanti riguardanti la storia dell’arte, la letteratura e le scienze. Si inizia anche una schedatura, ma il tutto viene interrotto con lo spostamento del direttore e del vicedirettore al convento di Parma.

 

Si dovrà attendere il settembre del 1961 perché con nuova impostazione si possa giungere ad una sistemazione di tutto il materiale. Nel decennio che va dal 1961 al 1972 si costituisce la Biblioteca vera e propria, che prenderà il nome di Biblioteca Provinciale. Padre Osvaldo Ferretti, divenuto direttore, coadiuvato da un’équipe di collaboratori, riuscirà a raggiungere l'obiettivo di aggiornare la biblioteca e di portarla a livelli biblioteconomici moderni. Per spiegare meglio il lavoro fatto in questo decennio, basti pensare che alla fine del 1972 abbiamo 220.000 schede bibliografiche suddivise per autore e soggetto, 100.000 volumi, la costituzione di alcuni fondi di estrema importanza: fondo di storia locale, fondo bodoniano, fondo rosminiano, fondo di francescanesimo, fondo delle cinquecentine. Inoltre, abbiamo l’intera ristrutturazione della Biblioteca, con la costruzione di una sala di consultazione e la sistemazionedi una nuova scaffalatura che porta la biblioteca a complessivi 3800 metri lineari.

 

Nei vent’anni successivi, non ci saranno cambiamenti sostanziali della biblioteca, verrà incrementata la raccolta libraria nei suoi fondi principali e saranno messe in atto alcune iniziative culturali, con la pubblicazione di varie opere: "Le cinquecentine della biblioteca provinciale cappuccini in Reggio Emilia" (1972), la Mostra delle "cinquecentine" (1972), "La biblioteca dei cappuccini in Reggio Emilia" (1972), la Mostra "Manzoniana" (1973).

 

Bisogna dare merito a padre Osvaldo Ferretti di aver pienamente inserito la Biblioteca nella vita della città. Infatti, strinse rapporti di amicizia e collaborazione con gli esponenti delle istituzioni culturali della medesima. Fu anche socio della Deputazione di Storia Patria. Dopo 35 anni di instancabile attività, padre Osvaldo Ferretti nel 1997, a causa di seri problemi di salute che andavano evidenziandosi, deve lasciare la direzione della Biblioteca. Dal 1997 al 1999 le funzioni vengono prese dal ministro provinciale padre Paolo Grasselli.

 

Con il Capitolo del 1999 diviene direttore padre Raffaele Russo. Si deve a lui la nuova ristrutturazione e lo spostamento della Biblioteca in un’altra ala del convento; il trasloco dei volumi inizia nell’aprile del 2001, con l’aiuto di alcuni volontari e degli studenti di Scandiano, Bologna e di Santarcangelo di Romagna.

 

I libri vengono tutti spolverati e sistemati nei nuovi scaffali nel giro di circa 6 mesi, anche se la biblioteca rimane chiusa al pubblico fino all’ottobre del 2005, tempo necessario per risistemare e rischedare tutta la sala di consultazione e molti dei volumi che non era stato possibile ricollocare.

Cogliendo la necessità di questa nuova rischedatura, nel 2002 la biblioteca viene dotata di computers e si inizia la catalogazione elettronica entrando a far parte del Catalogo Collettivo delle Biblioteche Cappuccine Italiane con il programma IBIS, anche per farla conoscere e renderla fruibile ad una utenza più ampia. Si continua ad incrementare ed aggiornare i fondi più cospicui come quello di francescanesimo, storia locale, filosofia, letteratura e arte. In questi anni, grazie all’interessamento del direttore, donano volumi alla biblioteca diverse istituzioni culturali e personaggi di spicco del mondo reggiano come, ad esempio, l’Accademia Nazionale di scienze, lettere e arti di Modena (carteggio di Lazzaro Spallanzani e tutte le sue opere), Gino Badini, direttore dell’Archivio di Stato di RE (volumi di archivistica e storia locale), Ugo Bellocchi professore e studioso di storia locale. Nel contempo si provvede a fare una prima selezione ed eliminazione di quei volumi schedati in più copie o non attinenti alla specificità della Biblioteca.  Nel triennio 2002-2005 vengono acquistati circa 5.000 volumi.

 

Con l’unificazione delle Province Cappuccine di Parma e Bologna, avvenuta nel marzo 2005, e la nomina del nuovo direttore frate Carlo Muratori, si decide per la costituzione di una unica Biblioteca provinciale con due sezioni a Bologna e Reggio Emilia dove viene avviato un riordino completo di tutti i fondi librari con la estrapolazione delle edizioni del XVI e XVII sec. che vengono collocate nella sede di Bologna.

Dal 2007 la Biblioteca è entrata a far parte del Polo delle Biblioteche Ecclesiastiche ( PBE ); i volumi vengono catalogati in formato elettronico e sono visibili sul Sistema Bibliotecario Nazionale ( SBN ).

Dal 2016 il responsabile della Biblioteca è Padre Prospero Rivi, responsabile istituzionale della Biblioteca e del Museo Provinciale dei Frati Minori Cappuccini dell'Emilia Romagna  

Giovedì 16 Settembre 2010 17:09

Comitato scientifico

Scritto da Barbara Bartoli

Elisabetta Ambrogi, responsabile gestione servizi della Biblioteca Panizzi e delle sue decentrate

Carla Bazzani, responsabile Ufficio Integrazione dell’USP (ex Provveditorato agli Studi)

Fausto Branchetti, responsabile Ufficio Biblioteche della Provincia di Reggio Emilia

Fr. Prospero Rivi , responsabile istituzionale dei Beni Culturali e delle Attività della Biblioteca e del  Museo Provinciale dei Frati Minori Cappuccini Emilia Romagna

Davide Dazzi, incaricato alle attività culturali  della Biblioteca “Bartolomeo Barbieri"

Maura Favali, responsabile dei Beni Culturai e delle Attività del Museo Provinciale dei Frati Minori Cappuccini dell'Emilia Romagna 

Giorgio Zanetti, docente di Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

Giovedì 16 Settembre 2010 17:09

Catalogo on-line

Scritto da alessandro bergami

La Biblioteca dei Frati Cappuccini di Reggio Emilia “Bartolomeo Barbieri” aderisce al Progetto per le Biblioteche Ecclesiastiche (PBE) promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana d’intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali.

Grazie al sistema informatico CEI- Bib, il progetto ha l’obiettivo di costituire un catalogo collettivo, il quale, attraverso una struttura di rete, favorisca un maggiore e migliore servizio pastorale e culturale alle Chiese locali e al Paese, garantendo il rispetto dell’identità tipologica e gestionale di ciascuna biblioteca.

 

Attualmente sono inseriti nel catalogo on line circa 60.000 titoli della Biblioteca dei frati Cappuccini di Reggio Emilia.

 

     http://www.ceibib.it/EOSDiscovery/OPAC/Index.aspx

 

 



Giovedì 16 Settembre 2010 17:08

Orari

Scritto da Barbara Bartoli

Beni Culturali Cappuccini Emilia-Romagna

BIBLIOTECA DI REGGIO EMILIA



La biblioteca dei Frati Cappuccini "Bartolomeo Barbieri" è aperta:

Lunedì, martedì, mercoledì e giovedì     dalle ore 14.30 alle ore 18.30

Venerdì                                              dalle ore  09.00 alle ore 18.30 

 

Informazioni:

tel.  0522 453733

E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Giovedì 16 Settembre 2010 17:08

Dove siamo

Scritto da alessandro bergami

Beni Culturali Cappuccini Emilia-Romagna

BIBLIOTECA DI REGGIO EMILIA
La Biblioteca dei Frati Cappuccini "Bartolomeo Barbieri" di Reggio Emilia è a pochi passi dal centro storico della città. La sede è al n° 1 di Piazza Vallisneri, nel complesso che ospita anche il convento, il museo e il cinema. Nella piazza c’è un ampio parcheggio per le automobili.

sandalo-piccoloBeni Culturali Frati Cappuccini
Museo  tel. 0522. 580720 -   Biblioteca  tel. 0522. 453733 - Cinema Cristallo 0522. 431697        Privacy & Cookies