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Lastre di rame incise

Tra le collezioni possedute dal museo è molto interssante quella di rami incisi, costituita da 83 lastre di piccola e media dimensione, nella quasi totalità di soggetto religioso. Si tratta di lastre per stampa calcografica di immagini di devozionerisalenti a vari periodi, dalla metà del XVI alla metà del XIX secolo. La raccolta presenta, accanto a lavori di una certa qualità e finezza di esecuzione, lastre di gusto e fattura più artigianale, di cui sono un esempio quelle con l’immagine multipla della Madonna del Carmine, risalenti alla metà dell’Ottocento. Impiegate per la produzione dei cosiddetti “santini”, queste incisioni rivestono un certo interesse non tanto per gli esiti artistici, quanto per essere documenrto della pietà e devozione popolari.

Rilevante è il numero di lastre dedicate a santi e beati dell’Ordine Cappuccino, rappresentati spesso col solo busto, talvolta nel momento di un evento miracoloso o accompagnati da un’invocazione o una preghiera. Una menzione particolare meritano la lastra dell’incisore reggiano Sebastiano Zamboni (operante a Reggio tra il 1749 e il 1790) raffigurante il Beato Bernardo da Corleone, che si ritiene derivato da un ritratto del Beato dipinto da Fra’ Stefano da Carpi, un’altra dello stesso Zamboni che ritrae il quadretto della Madonna del Bell’Amore, immagine molto venerata, già collocata nella chiesa conventuale ed ora presente nel museo, e quella riferita ad un anonimo incisore emiliano della metà del XVIII secolo raffigurante il Beato Crispino da Viterbo.

Non va, infine, dimenticata la lastra incisa a bulino da Martin De Vos con la Presentazione di Maria al tempio, della seconda metà del XVI secolo, un lavoro che per finezza d’intaglio e resa dei valori luministici e plastici si colloca in un ambito più decisamente pittorico.

Galleria immagini

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