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Il museo oggi

Un museo ecclesiastico è il luogo che documenta l’evolversi della vita culturale e religiosa, oltreché il genio dell’uomo, al fine di garantire il presente. Di conseguenza non può essere inteso in senso “assoluto”, cioè sciolto dall’insieme delle attività pastorali, ma va pensato in relazione con la totalità della vita ecclesiale e in riferimento al patrimonio storico-artistico di ogni nazione e cultura. I musei ecclesiastici devono essere organizzati in modo da poter comunicare il sacro, il bello, l’antico, il nuovo.

 

Nell’allestire le sale del museo si è tenuto conto del complesso della struttura che, oltre al museo, comprende l’archivio per i manoscritti, la biblioteca per i volumi stampati, una sala conferenze per incontri e un cinema/teatro per le iniziative di carattere divulgativo.

 

Si è cercato di istituire un sistema che potesse continuare, nel settore dell’arte, della cultura, della ricerca e dell’intrattenimento quella che è stata la filosofia di vita dei frati Cappuccini nei quasi cinquecento anni della loro storia. Ci troviamo, quindi, di fronte ad una struttura che ha come obbiettivo primario la creazione di un luogo dove l’uomo possa attuare una riflessione su se stesso e sul suo passato; un luogo che amplia il ruolo del museo come prevalentemente conservativo per includere nuove funzionalità quali comunicazione, formazione, intrattenimento, ricerca, diffusione della cultura, collegandosi con altre strutture simili o complementari; acquista infine la possibilità di influenzare la crescita della popolazione e soprattutto delle nuove generazioni, utilizzando non solo il linguaggio scritto e orale, ma anche musica, arti figurative, reperti, manufatti e tutto ciò che è stato creato dall’uomo nel corso dell’evoluzione. E’, infatti, oggi fondamentale spiegare e raccontare, più che esporre.

 

Il museo s’inserisce quindi in un contesto molto articolato, che lo pone in una posizione di enorme vantaggio rispetto a spazi simili, in quanto l’utilizzo sinergico dei vari dipartimenti, permette al museo di incontrare le più svariate esigenze e di andare oltre la semplice attività espositiva. Quest’ultima è, comunque, di primaria e notevole importanza, sia dal punto di vista storico, sociale, che artistico e culturale. La ricchezza di opere d’arte, manoscritti, libri, oggetti di tipo più svariato è tale da consentire al museo di attuare un’esposizione di tipo a rotazione che, pur privilegiando le opere di maggior pregio, permetta la fruizione da parte del pubblico dell’intero patrimonio.

 

Gli oggetti affiancano nelle mostre i dipinti, i libri ed i manoscritti, permettendo così di costruire percorsi completi ed altamente istruttivi per i visitatori che possono in questo modo arricchire il proprio bagaglio culturale e lo spirito di immagini, simboli, notizie e informazioni che, unite in un tutto organicamente strutturato - che comprende anche gli studi della biblioteca e dell’archivio e le conferenze a tema -costituisce il vero valore aggiunto di quello che è stato definito sistema integrato di promozione culturale: Beni Culturali Cappuccini dell’Emilia Romagna.

 

In seguito alla decisione di adottare una tipologia di esposizioni a rotazione, con l’espressa volontà di ospitare anche mostre di oggetti non del museo, si è cercato, nella progettazione degli allestimenti, di prevedere una tipologia di illuminazione, attrezzature espositive e arredi che permettessero la maggior elasticità di utilizzo possibile con un’alta modularità di composizione.

 

Per gli arredi interni al museo sono stati utilizzati oggetti già presenti nelle disponibilità del convento, con l’intento di offrire un tipo di accoglienza che offra, fin dalla sala di entrata, un’immagine coerente e rispondente a quello che è stato ed è lo stile di vita dei frati Cappuccini.

 

Al fine di consentire una corretta conservazione del prezioso materiale esposto, l’impianto di condizionamento e aerazione consente il mantenimento di un valore di umidità intorno al 50% e temperatura di 20-21 °C durante tutto l’anno.

 

(Luca Temolo Dall’Igna, in "I Cappuccini e il libro", Provincia dei Cappuccini dell'Emilia-Romagna, 2007)

 


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